Appuntamenti per la settimana | Investing.com

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Nuova settimana con i riflettori puntati, purtroppo, sul fronte ucraino-russo, con le ultime notizie di sanzioni sia da parte degli Alleati che della stessa Russia. Aspettiamoci una sessione caratterizzata nuovamente dalla presenza di un’alta volatilità, soprattutto sui listini europei (maggiormente esposti al rischio).

Sebbene l’attenzione sia focalizzata sulle vicende geopolitiche, le pubblicazioni macroeconomiche potrebbero passare in secondo piano. Merita tuttavia attenzione le diffusioni di mercoledì sul livello di inflazione europea e il dato americano di venerdì sul mercato del lavoro (venerdì dei NonFarm Payrolls). Con il petrolio che scambia vicino ai $100 al barile i commenti dell’Opec nella riunione di mercoledì saranno altamente ascoltati e analizzati.

Giornata di lunedì priva di importanti pubblicazioni macroeconomiche, con i mercati brasiliani chiusi (fino a mercoledì) per festività. Protagonista il Prodotto Interno Lordo con le diffusioni in Svezia, Svizzera e India. Proprio in Svezia, il PIL ha registrato un rallentamento nell’ultimo trimestre all’1.1%, rispetto al 2% precedente, con una crescita del Pil su base annua che si è attestata al 5.2%. Giornata importante in Svizzera con i rilasci delle vendite al dettaglio di gennaio, in crescita del 5.1% e con le pubblicazioni a breve dell’indicatore predittivo KOF e sul PIL. In Spagna saranno rilasciati i dati sul livello di inflazione alla produzione e al consumo, utili per valutare le diffusioni europee di mercoledì. Negli Stati Uniti l’attenzione è rivolta alla bilancia commerciale. Interesse, inoltre, nei discorsi odierni della BCE, con Panetta atteso alla 12:30 e Lagarde alle 16:50.

La Russia, a seguito del crollo del rublo, su nuovi minimi storici a causa delle nuove sanzioni, e con cittadini russi nel panico con code ai bancomat, ha appena alzato il proprio tasso ufficiale al 20% dal 9.5% precedente.  L’aumento del tasso è necessario per rendere attraenti i depositi in rubli, difficile tuttavia che possa calmare il panico sul mercato.

Giornata di martedì che vede i mercati coreani, brasiliani e indiani chiusi per festività. Indicatori PMI al centro dell’attenzione con le diffusioni in Cina, Svizzera, Francia, Germania, Europa e Stati Uniti. Volatilità attesa sul dollaro australiano con la RBA che alle 04:30 valuterà se alzare o meno il proprio tasso d’interesse ufficiale, con le attese che non si aspettano modifiche a riguardo. Inflazione per febbraio attesa in Italia e Germania. Attenzione, inoltre, ai discorsi da parte del Presidente BCE Lagarde, della Bank of England e del Presidente Americano Joe Biden.

Mercoledì i mercati presteranno attenzione alle diffusioni sul livello di inflazione al consumo in Europa, atteso al rialzo al 5.3% a febbraio e al Meeting Opec+. Nel Regno Unito il rilascio del budget annuale potrebbe generare volatilità, mentre oltreoceano in Canada atteso il rialzo dei tassi da parte della Bank of Canada, dallo 0.25% allo 0.5%. ADP, Beige Book e scorte di petrolio principali dati macroeconomici negli Stati Uniti. Attenzione, infine, alla testimonianza di Powell, a Washington, sulle prospettive economiche e sulle recenti azioni di politica monetaria. Attesi inoltre i discorsi del membro FOMC Bullard, BCE Lane e MPC (inglese) Tenreyro.

PMI sui servizi protagonista della giornata di giovedì con i rilasci in Cina, Italia, Francia, Germania, Europa, Regno Unito e Stati Uniti. Richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione e ordinativi industriali diffusi negli Stati Uniti. In Europa la BCE pubblicherà il resoconto della riunione di politica monetaria mentre negli Stati Uniti secondo giorno di testimonianza per Jerome Powell.

Venerdì, ultimo giorno della settimana con protagonista assoluto il mercato del lavoro americano. Le attese sono per un incremento di 450 mila posti di lavoro e con il tasso di disoccupazione in calo al 3.9%, rispetto all’attuale 4%.

Trimestrali nella settimana: sono attese le pubblicazioni soprattutto per il comparto tecnologico e del consumo con protagonisti del calibro di HP, Salesforce, SoFi, Plug Power, Lucid Group, Target, Kohl’s Costco, American Eagle, Snowflake (MI:), GAP solo per citare alcuni nomi.

Trimestrali

In Europa attenzione odierna sui rilasci da parte Atos, Associated British foods e Clariant.

Proprio lo ha chiuso venerdì con un rapporto P/E forward a 12 mesi a 18.5, al di sotto della media degli ultimi 5 anni pari a 18.6, stando ai dati Factset. Ultima rilevazione simile risale al 15 aprile 2020.

Continuando nella lettura del report possiamo riportare come “dal 3 gennaio al 23 febbraio, il prezzo dell’S&P 500 è diminuito dell’11,9%, mentre la stima dell’EPS a 12 mesi è aumentata del 2,3%. Dal 3 gennaio, quindi, il calo della “P” è stato il principale driver della diminuzione del rapporto P/E.”. Questo, tuttavia, ci rafforza nella valutazione sull’indice americano, a sostegno di un’economia ancora resiliente e di società che, nonostante i maggiori costi, continuano a crescere negli utili.

S&P 500 P/E 12m

TEMA UCRAINA: Principale protagonista resta il conflitto in Ucraina. Dopo le rilevazioni di spaccature interne, soprattutto in Europa, con i vari leader ad incontri bilaterali con Mosca, quello che ne sta uscendo fuori è un Europa più unità in grado di uscire da logiche personali e vedere il “bene comune”. Forse proprio “grazie” a questa scellerata scelta di Mosca, per la prima volta vediamo una sola vera voce europea.

Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada e Giappone hanno annunciato un nuovo round di sanzioni contro la Russia durante il fine settimana. Dopo un primo round ritenuto da molti troppo soft, l’Occidente ha ora comunicato una serie coordinata di sanzioni significativamente più severe, tra cui l’esclusione di alcune istituzioni finanziarie russe dal sistema SWIFT, il congelamento delle attività delle banche centrali russe (CBR) nelle loro giurisdizioni, un ampliamento dell’elenco delle persone russe i cui beni all’estero saranno anche congelati e forti limiti alla vendita di “passaporti d’oro” ai cittadini russi. Inoltre, l’UE ha bandito tutte le società di media statali e ha chiuso lo spazio aereo europeo a tutti gli aerei russi.

Bielorussia che rientrerà all’interno di prossime sanzioni da parte dell’UE. Nel frattempo, la risposta di Minsk non è delle più rosee, con il paese che abbandona lo status di non nucleare e che ha consentito il dispiegamento di tali armi nel paese. Ciò in aggiunta alle precedenti dichiarazioni del fine settimana da parte di Putin di messa in allerta delle difese nucleari… la crisi ucraina sembrerebbe quindi essere solo un tassello di un progetto più largo.

Bielorussia che segue le orme di Mosca anche in politica monetaria alzando al 12% il proprio tasso ufficiale, rispetto al 9.25% precedente

La Germania, nel frattempo, ha riportato la volontà di rivedere al rialzo la propria spesa militare, i cui dati al 2020 mostrano un valore inferiore agli accordi NATO del 2%, come più volte Trump aveva in passato evidenziato.

Mercati europei odierni che registrano forti correzioni con il settore bancario a guidare la corsa al ribasso. Nuova paura che spinge gli investitori, almeno per la seduta, a rifugiarsi sui titoli di stato (con i rendimenti decennali in forte calo: Germania -25% e Francia -7%), e con i forti rialzi delle materie prime (utili in questo momento per effettuare protezioni sulle correzioni dei mercati): il gas europeo TTF +22%, l’allumino +4.8%, Nickel +4.55%, +4% e WTI +4.18%.

Gabriel Debach
eToro Italian Market Analyst
 
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